Poesie d'amore

Asia

Grandi
Occhi scuri,
che scrutano
il reale,
che guardano curiosi,
schizzando veloci,
grandi occhi da bambina,
contornati,
dalle ciocche di capelli neri,
occhi pieni di mistero,
di ansie,
nervosi e fuggitivi,
bocca carnosa,
sensuale;
e vai camminando
agile,
spargendo
sensualità e charme;
Asia Argento,
talento e bellezza,
calore e distacco,
sorprendente,
eppure così assorta,
in segreti,
solo tuoi.

Stefano Medel

Occhi,
che cercano,
la quiete,
il buio del sonno;
orecchie
ascoltano il nulla,
e si beano,
di questa vacuità
benedetta;
finalmente,
i rumori della città,
si sono acquietati;
e senti la notte,
come
amica;
e vorresti
la sua mano guantata
di velluto nero,
non se ne andasse più;
rimanesse, la quiete;
cinerea,
e
impenetrabile ,
della
notte.

Stefano Medel

Camminavo nell' oscurità,
il vuoto tutto intorno,
una lacrima scendeva dal mio viso
finchè non incontrò le tue labbra,
ad asciugarla,
ed il buio si colmò della tua luce,
il vuoto fu riempito dal tuo amore,
ed ora so,
che in questa vita non sarò mai più solo...
Autore: Nyarlathotep l'Oscuro

 
GIOCHERELLARE

Giocherellare con te sulla scacchiera,
cerco di far scacco matto al
tuo cuore.
Mentre i tuoi dolci occhi mi
fissano come se mi dicessero perderai
questa partita.
Ma a me non interessa perché sento che
sto innamorandomi di te, vorrei
stringerti a me, baciarti; così da farti
capire quanto sei importante per me, la
luna calerà lentamente sul far della sera.
L'inizio di un nuovo giorno
sarà vestito a festa e nei nostri cuori
gioia sarà.
CAMPOBASSO 23-02-2005
ANTONIO CATERINA



LA POVERTA

La povertà piange su un marciapiede,
all'indifferenza della gente.
Fermo,inerme, nel freddo di una
dura realtà stravolta dagli eventi.
Mentre uomini e donne vagano alla
ricerca di cose futili, senza pensare
ad un nuovo risveglio della vita,
quello dell'amore verso il prossimo.
CAMPOBASSO 8- 01- 2005
ANTONIO CATERINA

Il buio dei suoi occhi
Non ho mai detto a nessuno,
ciò che ho nel cuore per lei,
da quell’istante sento di amarla,
e la guardo solo da amico,
varrei vederla con altri occhi,
ma la disperazione mi abbatte,
ho voglia di dirlo a qualcuno,
che la mia porta è aperta,
ma vorrei che fosse solo lei,
a varcare la soglia del mio cuore.
Perché è dura non sentirsi amati,
specie da colei che in segreto ami,
e che ti è stata portata via,
con l’inganno e la forza,
che il destino ci ha messo contro,
ed in quello sguardo suo,
io non vedo altro che oscurità.
Come se fosse il buio ad averla,
non ci credo a tutto questo,
perché lei è un raggio di sole,
che passa e se ne và,
ma al mio cuore dona gioia.
Attimo fugace con un bacio,
e eccola fra le braccia del suo lui,
che per quanto lo rispetti lo odio,
per un amore che non meritava,
che non ha cercato, ma l’ha trovato,
e tanto per dimostrarlo a chi,
finge d’amarla con semplici parole,
quanta rabbia ho nel cuore,
superata solo dall’amore che provo,
e sulle note d’una canzone,
ebbi il mio ballo rubato dal vento.
Ho fatto la scelta del silenzio,
ma non riesco a tornare indietro,
per il modo in cui mi guarda,
per il sorriso che mi mostra,
per il modo di ridere e gioire,
non posso non pensarla,
perché sarebbe come non respirare,
e lei è la mia aria che entra ed esce,
come se nulla fosse nella vita mia,
neanche un angelo potrà prenderla,
unica cosa più lucente del sole,
dagli occhi color celo,
dal sorriso delle nuvole,
e dai capelli dell’oro,
nacque colei che è, e sarà,
sempre nel mio cuore,
anche se con rammarico e dolore,
continuerò ad amarla nel silenzio,
allorquando le acque calme saranno,
solo allora il mio cuore,
riuscirà a dirle cosa ho dentro per lei.

Il Tempo delle favole

Cercai il tempo,

ci raggiunse come un fiume nella notte con malinconia ,chiese alla luce:..toccami!...

le mani al cielo... e crebberò ali variopinte vergini come idee di gigantesche nuvole in un quadro,

discese come il corso delle note dipinte nella pioggia,

come cascate di pensiero che segrete risplendono strette a questa poesia,

piàcque all'amore, fu guerra immersa col desiderio nel cuore della luna,

delicato cambiò volto come il principe dell'egitto alle sommità del deserto ammirando una cometa,

io dissi:"Raggiungimi!..tu sei il mio ricordo!...ed egli allontanò lo sguardo

e nel piu'piccolo si trattenne l'immagine dai confini..,per sempre,

diventò una stella ...toccò con un dito il mare,

gridò è la voce fu così esplosa che la terra sciolse il firmamento ed ebbe forma un nuovo sole,

il vento sbadigliò un pochettino.....le rive dei laghi sorrisero..,

e già i verdi germogli destarono colori accesi,diedero tutti inizio ad una nuova primavera.

Maurizio Tognetti


A Dario

Ti guardo
I tuoi occhi si posano su di me
Ma essi non vedono quanto io stia soffrendo per te

Ti chiamo
Sentendoti chiamare mi guardi
Ma le tue orecchie non sentono il mio cuore gridare ti amo!

Ti sorrido
Ricambi il sorriso
Ma il mio amore no.
Quante volte ho pianto nella notte,
Quante volte mi hanno spezzato il cuore,
Tutto il tempo mi è volato dietro con i ricordi,
Ho dato sempre me stesso a colei che amavo,
Ho sofferto un'ultima volta,
Ora guardo la vita attraverso i suoi occhi
L'ANGELO AMICO

L'angelo del cuore dove sei?
Perché non sei vicino a me?
Perché non mi parli e non
mi proteggi?
Perché non mi vuoi bene
come fanno tutti?
Caro angelo dell'Amicizia
se esisti,ti prego vieni da me,
io ti attendo già da molto tempo,
ma tu forse...
preferisci una persona
in cui l'angelo amico c'è l'ha già!

By ery86

Il tempo si è fermato
oltre le tue labbra,
ho vagheggiato sogni sciolti
nei tuoi capelli;
ho sotteso sillabe stillanti
dentro le nostre carezze;
come il fusto d'un giunco che si flette,
mi sono piegato ai tuoi seni...
ed il tempo si è fermato.

Contratto nel silenzio di questo iperluogo
che mi scosta dall'idea di fuggire
su lune argentate,
sento una calma sottile
che rigenera la tua immagine
e sono prigioniero
delle nostre libertà;

un riflesso di luce nella notte:
un lucido spiraglio d'irideù
nei tuoi occhi.
Sentito da irriverente flusso
della nuova era
rilasso le contrazioni del tempo.

Ho un tuo sospiro legato alle mani;
ho un tuo fruscio sulla ruvida pelle
e sono dinamico,
pietra che diviene gomma;
stasi che diviene impeto
mentre il tempo si è fermato così...
inevitabile,
nel nostro tradire il futuro.

Emanuele (MS)
Per Sandro

Sempre ricorderò i tuoi occhi, che ridevano con i miei
La complicità dei sorrisi e la nostra sfrenata allegria

Il prato del parco si fa più verde, nella sera che cala
ed un freddo mi scende nell'anima
pesantezza di cose antiche in fragilità di conchiglie.

Hai spruzzato magie di stelle sul mio cuore di bambina
lontano la porterò
nel tempo che non ha parole, nello spazio che ha più voce.

Ti amo Ely
VORREI ESSERE UN PELUCHE…!!!

Vorrei essere un peluche,
per essere abbracciato
e baciato da tutti
soprattutto dalle ragazze,
per sentirmi dire:
come sei dolce,
come sei tenero e morbido,
ti voglio bene, e a volte
sentirmi dire anche
TI AMO!!!

Vorrei essere un peluche,
per conoscere tutta la gente
del mondo e sentire
cosa pensa della vita
e delle persone.

Vorrei essere un peluche,
per avere una vita semplice,
e stare su un letto comodo,
vedere il mio padroncino
crescere e nonostante questo
volermi bene sempre
e per sempre.

Vorrei essere un peluche,
per non combattere
con una malattia terribile,

perché alla fine è lei
che vincerà.
Fino a quando
non troveranno una
cura per sconfiggerla,
fino ad allora,
noi combatteremo
per non venir meno
al nostro orgoglio,
per non dargliela vinta.
Perché ci ricordino
come piccoli eroi,
che non si sono arresi mai.

Alla fine
voglio essere un uomo,
perché è il mio destino,
per far capire alla gente,
e soprattutto alle ragazze,
che tutti siamo uguali.

Forse sappiamo amare di più
dei cosiddetti “NORMALI”,
perché la sofferenza
rende preziosa la vita.

La vita è bella,
perché siamo noi che facciamo
girare il mondo.

IL VERME STRISCIANTE

il mio presente solo un'ombra pallida del mio passato,
vuoto e privo di desideri avverati, solitudine, dolore,
un'anima triste avvolta nello sconforto.
voglia di dimenticare, voglia di non sentire,
voglia di allontanare l'infelicità ed il suo ricordo.
Le emozioni? Le gioie? I sogni?...
uccisi!!!
per lasciar posto alla devastazione.
il verme strisciante
IO che imploro attenzioni,
IO che supplico amore.
il verme strisciante
IO che non riesco a mettere fine a questo complicato mio essere,
a questo mio vivere,
IO che credo ancora alle favole.
... il verme strisciante
IO che spero nella magia,
IO una principessa ferita dalle spade della vita reale...
FRA2121

Due gemme le tue labbra
il mio essere si schiude a te
e lascia che la saggezza
si liberi in un'onda d'energia
che congiunge le nostre essenze

Nicola Costantino

Uno sguardo
un sorriso
una parola
....e piegherai l'albero
che nasconde il cielo

GiVo Cuneo

SGUARDO

I nostri sguardi s’incrociano,
sguardi fissi.
Il silenzio dice molto.
S’ode soltanto
degli uccelli il canto,
della risacca il dolce rumore,
della brezza il frusciare..
È l’inizio,
è la fine.

PICCOLI INCANTI

Mi accontento
di piccole cose
osservare
col fiato sospeso
una colorita farfalla
in estasi
su un gelsomino
d'incanto
tra le note
del soave canto
di un unghia di piume
di un ciglio di coda
una virgola
ai grevi pensieri
che uno scricciolo
osa in grazia
donarmi
ma
c'è sempre un bastardo
col cuore muto
l'anima tetra
un occhio socchiuso
dietro un mirino
che rende polvere
e fumo
l'unico incanto
che solo
mi basta
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Michael Santehrs-da:Soste precarie
www.santhers.com

Guardo attraverso il vetro,
della finestra,
il cielo bianco,
laccato,
e il terreno verniciato di bianco
dalla neve,
che non se ne vuole andare;
e il tempo pare nicchiare,
e non sai dove andare,
che fare;
e il ricordo ti prende,
e ti fa volare,
come a cavalcioni,
d'un aquilone,
e ripensi al viso di lei,
Etty;
il suo incedere fiero e allegro;
dove sarai amore perduto,e mai
cominciato;
anni migliori,
gioventù alle spalle,
strade sbagliate,
occasioni perdute;
e librandomi,
sulle ali della memoria,
rivado col pensiero ate,
anche se non potrei,
non dovrei;
chissà che fai ,Etty,
cammini,
o sogni;
mentre il destino
crudele,
ci ha diviso ,
per sempre.
LASCIATE STARE LE STELLE

Lasciate stare le stelle
sono solo fiammelle
di rancori irrisolti
fermati da una coperta nera
la notte

Lasciate stare le stelle
sono tanti occhi che brillano
piangono come cani legati
che hanno perso i padroni

Ogni tanto
nel sereno che inquieta
cade una lacrima
ma qualcuno dice
è solo uno strappo di corda
di un amore tradito
per affossare un cuore
alla terra

Io stasera col naso mirato
alla luna dico la mia
ogni stella cadente non è poesia
che incoraggia gli illusi
ma un'anima ribelle
presa a calci in culo dal cielo

Lasciate stare le stelle
sono luci che bruciano
sogni di notte
spariscono come puttane
a fine compenso
ai dolori del giorno
e tu amore sei uno
dei miliardi di bagliori
d'imbroglio scoperto
e cadrai in un lampo
alla terra d'inferno
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Michael Santhers - da soste precarie

DURO INVERNO

L'inverno
duro
è arrivato
impercettibile
come vecchia lama
di rasoio in mano tremante
che liscia visi per doveri
a stento su vene fredde

Amore mio
è stata dura giocare
col rumore di parole
col silenzio
vedere i pensieri
farsi le smorfie
nello specchio del vuoto
dietro una lampada bugiarda
nello stomaco
di quattro mura

Come carte al cielo
di caramelle consumate
che ho donato per il plagio
tradito dagli angeli
i fiocchi di neve
ritornati
sogni bianchi sulla terra

Il melodioso canto
di uno scricciolo
e un filo di sole
la speranza
mi riparte il sangue
e stavolta andrà veloce
amore
non ti aspetterà
e il ricordo
nell'unica scia
di neve
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Michael Santhers-da:Soste precarie
www.santhers.com

FIOCCO DI NEVE

ti vidi cadere
sfiorare
splendere nel tuo pallido colore
provai a toccarti
ma il mio calore fu il tuo veleno

Ti ho sentito

Ti ho sentito passare accanto nella notte
O giovane amore
Come brezza accarezzare i miei pensieri
Perché piangi ?

Segala Sebastiano

Riflessioni

E viene la sera
fatica vince
nel cuore la pace
il cielo si tinge
il bisbiglio si calma e la voce poi tace.

La luce ormai fioca nel suo divenire
mi porta diretto
a cercar di capire:
gli amici uno specchio su cui mi rifletto.

E trovo che a molti l'amore va strano,
pretendono tutto
non sanno che è vano
se inizia qualcosa così è già distrutto,

e subito il cuore comincia a soffrire
in breve le gioie
si vedon fuggire,
rimane il disagio, miscuglio di noie,

che hai tu cara amica che trovo delusa,
non hai ciò che speri,
non pagan le fusa
e pensi il domani sia peggio di ieri.

E il tempo va e corre con mille sospiri
ti pesano i giorni
li senti vampiri,
solo pensieri nei tuoi dintorni,

agitan notti cancellano i giorni
ma qui viene il bello
e ti giuro che è vero
in questo mondaccio qualcuno è sincero.
VIRGOLA BIANCA

Calcate bene questa terra
che sia piatta alle menzogne
che mi stanarono dal silenzio
per espormi al dolore

Non metteteci una rosa
e nessu fiore che sia di privilegio
alla piatta esistenza
fatta di parole e nuvole osservate
che parlavano di mondi lontani

Sarà lo stesso vento
che fece da paciere
tra i sogni che volevo
e i fantasmi di possesso
a seminare l'erba della pace

Spero da lontano
a primavera nel verde rigoglioso
come accento sul destino
o come virgola al male che provai
di vedere la tua scarpetta bianca
sul mio cuore fermo
in dono ai battiti per tuoi passi
che inutile seguì fino allo stremo

Se proprio volete discolparvi
lasciate stare croci
e scritte zuccherate
ma due righe su una pietra
nato...mai visse...quì solo giace
e non tagliate l'erba
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Michael Santhers-da soste precarie
www.santhers.com

ANGELO DEI BOSCHI

Angelo dei boschi apri i tuoi sentieri a quest’uomo disobbediente
Vagabonda incantato dalla sua bussola antica e ingannatrice
Ha aghi luccicanti che crede d’argento affondati nella pelle
Petali e radici essiccate che custodisce come reliquie
Fai che la delicata gazza gli trafughi quegli aghi e li nasconda lontano
Porgigli per le reliquie un sacchetto di semi preziosi
Gonfia i ruscelli e con parole tranquille persuadilo a navigarli
Il suo sbandare è una svista aiutalo a raggiungere il mare

sandro knaflitz

SCADUTA MASCHERA

Addio in disperate mani
occhi in grume sangue
e notti a divenire
in bassi cieli
stanze e lampadari
per eco di straziato canto
che il mattino per rumori
insegue A fruste di follia
che nel giorno ai raggi
brucia

Della caverna al petto
vuota in te spero memoria
per me sospeso strazio
a lenir per altre strade
l'abbandono
e nei capelli in spalle
di figure andanti
cerco flebile gioia
in somiglianze
strappate a sera
in silenziosi sputi
di finestre chiuse
su scaduta maschera
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Michael Santhers- da :Soste precarie
www.santhers.com

Ora in un mare di stelle

Ora in un mare di stelle
Senza nessuno spazio vuoto
Così ogni uomo ad inseguire la sua luce.

Segala Sebastiano

AMORE

Un ponte tra le stelle,
un fiume di sentimenti,
una magia che si avvera,
un arcobaleno di colori,
un secolo in un secondo.
AMORE,
una piccola stella cadente
nella notte incantata,
che fa da cornice al mio destino.
AMORE,
ho attraversato gli oceani del tempo
per troverti, e ti ho trovato,
nella profondita' di un mare sconosciuto,
in un firmamento di stelle.

ROSELLINA

 

Lunghe carezze …

Lunghe carezze e mani nella mente
Momenti persi nelle tue speranze
Ad ascoltare i sogni che ti chiamano lontano
Ti chiedo solo un ombra di calore sul mio petto la sera
Le mie dita che passano i tuoi capelli fino al morbido orecchio
E baciarti piano in tutti i tuoi sorrisi

Segala Sebastiano

ANIME GEMELLE

Abbiamo ingoiato i volti
a denti stretti
con saliva di vendetta
e ce li teniamo stretti
nelle camere buie
dei nostri igloo
a meta strada
tra cuore e coscienza

Sai amore siamo uguali
e non entriamo nella stessa faccia
di medaglia
e nella croce ci sono
le nostre battaglie
le frecce alle spalle
il feroce sangue dell'orgoglio
l'argento cerchio di stelle
che abbiamo mirato
nelle notti insonne
il tutto in una mano
per mercanzie di pietà false

I vitrei occhi lucidati dall'odio
pieni del male
che ci siamo fatti
e mai abbastanza
per il colpo mortale della resa
fino al respiro stremato di pietà
estorcerla con voce amara
col pianto che sgorga
come veleno di vipera
che stende i nervi alla preda
tra mille sorrisi di primavera
mille canti di risvegli
e poi chiedere perdono per l'offesa
con la cera sciolta sui visi
con mani tremanti
in un abbraccio forte
nella finta repulsione di corpi
nel divincolarsi inutile
tra un amore di catene
nel perenne rogo di follie
che ci siamo inflitti
potevamo risparmiarci
di ucciderci alle spalle
bastava torcere il pugnale
nel cuore di noi stessi
per uccidere anche l'altro
....amore mio....................
quanto strazio per ritrovarci

Michael Santhers da: Soste precarie
sito personale:www.santhers.com

SGUARDI PECCAMINOSI

Pennellò lo sguardo
lieve sul viso
e fu assorbito
dal velluto delle gambe
mentre le ciglia continuavano
a battere al sobbalzo
del dosso dei seni

Socchiuse gli occhi
per regalare uno spiffero
di sogno all'anima
che distaccata a rimirar
le due macchie di rossore
sulle pallide mascelle
della donna
che cercò aiuto
all'impropabile scompiglio
dei capelli
per l'imbarazzo
e il peccato che non riusciva
a rifiutare e lento si espandeva
in un sudore freddo

Le bocche cercavano parole
rapite dai cuori
che macinavano in respiri
mentre lunghi segreti e silenzi
chiedevano il riscatto
nel saldarsi dei corpi
ossidati di immagini
mai adoperate a ripulir le ansie

Il silenzio di due follie che
volevano dormire avvinghiate
allertò le lingue ormai due spade
nel desiderio di annodarsi
incorniciate da due bocche
che invocavano il buio
di incollarsi per spegnere
le fiamme dell'amore

La donna corse
con le mani al petto
per addomesticare il seno
che pretendeva il tatto di mani diverse
le gambe sciolsero le briglie
e resero imperfetto il buio
triangolo della gonna
che lasciò intravedere
un lembo di seta
l'ultimo baluardo di difesa
del mistero che voleva aprirsi
all'accoglienza di un maturo frutto

Lo squillo del telefono
suonò il gong
di una realta' diversa
le anime si ricomposero
per sfidare i desideri
dell'etica e dei doveri di mestieri
coniugali

Michael Santhers da: Soste precarie

per gianluca

è solo un'illusione
la tua carezza sulla mia pelle,
un brivido serpeggia dentro me, come
un'onda, attraversa la mia carne, e
si infrange sulla mia anima.
Vana, inutile speranza
sentire ancora il tuo fiato sul collo,
il tuo peso sul mio corpo,
il tuo profumo tra le mie lenzuola.
Tutto è oblio, fosco, lontano pensiero
di momenti che non tornano;
tutto è ricordo, brama.
Scivolano le tue parole, piccole, lontane,
echeggiano nel vuoto che hai lasciato,
rimbalzano, come piccoli sassi
caduti dentro una caverna, senza più fondo.
Respiro il tuo amore,
questo amore senza un nome,
senza parole,
amore senza baci, amore senza possesso.
Sento il tuo desiderio,
le briglie della ragione si spezzassero,
i sigilli delle promesse sparissero...

Dedicata ad una donna bellissima, che fugge e vince su tutti; lei vive altrove, dentro un suo quadro o tra i versi di una poesia.

Si può dire ancora che è sempre bellissima!
Uburoi le Solitaire qui cherche sa Lune
Nuda
solare
indecente
un passo dal niente
vivi divisa
riccioli e rabbia
nella corte stramazzata
senza più un giullare
folle corsa la tua
teatrale impresa
seducente nell’armonia
in secoli caduti
tra vicoli di inerzia
dove uomini alla pari
odorano i tuoi quasi versi
relativo appiglio
per un falso orgoglio
appena ritrovato
d’essere una diva
che teatro la tua vita
un mondo che si nega
tra i peli dell’ultimo arrivato
viva eternamente dolente
eternamente indecisa
tutto è quasi in te
virtù sacrificate
allo spirito di sopra
quando pregare era dovuto
assenza di sempre
amata liturgia che vince sul nulla
quando all’alba dell’ultimo lamento
una breve foglia annuncia
l’ennesima solitudine
del lupo fedele
fino a spegnersi
la terra
apre labbra
e
incendia la vita
racconto della tua bellezza.

Uburoi 5 nov.2004




E' strano
non so che mi succede stasera
ti guardo come per la prima volta
non so più come dirtelo
ma tu sei questa bella storia d'amore
che non smetterò mai di leggere
tu sei di ieri e di domani
di sempre.
La mia sola Verità.
Tu sei il mio sogno proibito
il mio solo tormento
e la mia unica speranza.
Claudia per Vincenzo


Il vento sfiora appena le tue ali
Ed io già credo di volare.

****
uomini

Come puoi decidere chi sono gli altri
Chiamiamo pazza la gente che non capiamo
Nascondiamo il cuore dietro una bandiera
E nella mano un pugno di parole
Dritto sulla bocca della gente che non ha voglia di parlare
Uccidiamo un uomo perché del cielo non vede le nostre stesse stelle
E amiamo degli altri solo l'amore che non ci sanno dare.

****
E ti riveli…

E ti riveli pura agli occhi della gente
Più adorna gli occhi tuoi d'altri speranze
Eccoti qua
Tu ingrato faro dei miei pensieri ormai
Persi e sparsi sugli scogli della mente
Che ceca d'emozione fugge via dall'oblio dei tuoi orizzonti
E lontano si ferma ad ascoltare
I lenti passi della sera.

Segala Sebastiano


Suoni, omicidio lontano

amore mio ucciso

ardi

____

Accusi, esplodi,

ingigantisci,

controlli, contieni

ami

____

amo-te

madri, farmaci, pianti

amaro fingere non amare

INFINITO AMORE

Sei l'aurora,
baciata dalla luce
dei miei occhi.

nicola costantino


Allora giungi 12/01

Allora giungi
Stanco, con la canzone che ti canta l'anima
Ti guardi attorno
Immobile e placido
Non parli e giungi
Poggi la mano a terra
E ascolti quest'acqua che ti lava il cuore


***
Nessuna ferita 4/96

Non vi è più ogni cosa perduta
Lasciata andare ancora prima di capire
Se ci ho creduto perché era bello farlo
Ma non per finta
Ci ho creduto davvero
Non vorrei mai averti vista
Nessuna ferita
Solo uno spazio fra i miei pensieri
Forte come un fiume che ha preso la via
E strage fatta delle emozioni
Penso sia solo un fatto di distanza
Ed il cuore in silenzio lo porta

***
Eccoti /97

Ed eccoti arrivata finalmente preso
Dall'atteso imprevisto
Sciolto dolce e morbido nelle mie vene
Così che ogni scusa si perde
Scende fredda la sua mano
Che non ha paura
Caldo abbraccio della madre
Ti addormenta sul suo petto
Mentre un ultimo respiro cerca scampo anche nel nulla
Ormai suo
i cingo a seguirla dove la sua promessa mi porta

Segala Sebastiano

A Dan

IL SORRISO
Oro,
il sorriso che fa luce dentro me,
è nel mio cuore, ma nasce dal tuo...
E nella lontananza. ..
si infiamma ancor di più...

Chris

Totale è il sentirsi
che appartiene al sole
alle tue labbra
ancora chiuse
rosse di gonfiore.

Si va nel mondo
non si conta la pelle,
si vive
si dà
a volte si piange.

Toccare la carne
è fuga dal vuoto
è cielo di novità
che nessuno discende.

La tua anima non è vuoto carminio
sale forte di bacio
tormento infinito.

Alzati dolcedonna
apri il tuo andare
lascia che il mio mare entri in te.

Uburoi
A Cristina
(canzone)

Guardarti, scrutare
di te ogni sfumatura
accarezzando il ritmo
dei tuoi battiti seguire
parlare penetrando
gli intricati tuoi pensieri
stringendoti carpire
i più intimi segreti

Voglio il tuo respiro
a cavalcare le mie onde
il tuo corpo abbandonarsi
alle mie mani
svincolata dai pensieri
negli abissi della mente
lentamente decantati
ebra ormai di tanti baci

Guardarti, scrutare
di te ogni sfumatura
accarezzando il ritmo
dei tuoi battiti seguire
baciarti, assaporare
la tua complessa essenza
e rapito sentire
cantar le tue parole

Voglio il tuo respiro
a cavalcare le mie onde
il tuo corpo abbandonarsi
alle mie mani
svincolata dai pensieri
negli abissi della mente
lentamente decantati
ebra ormai di tanti baci

La mia parabola

Nuda
solare
indecente
un passo dalla bellezza assoluta
dal niente totale vivi lontana.
Così ti immagino seducente e distaccata
cupola di meraviglie,
assenza di sempre
amata liturgia che vince sul nulla
apri le mie labbra
racconto della tua bellezza
ritrovata.

Uburoi

Un abbraccio a Franca e Dario. Nicola.

L 'AZZURRA VENERE

Dell'antico respiro
rimane corolla franta,
a sera raggomitoli
una liturgia di echi.
Quale declivio
discendeva il tuo mistero
quando il sole si bagnò
nel mare infinito dei tuoi occhi.
Connubio notturno
strinse la quiete luna
con l'ansare ineguale del tuo cuore
annegato come un' isola
nell'oasi proibita del tuo corpo.
Ora attingo la pace
sul volto smarrito
fino al risveglio dei girasoli,
esalerò nel suo fragile silenzio.

Nicola Costantino
A Franca e Dario, con stima. Vi ricordo con affetto.

IL TUO SGUARDO

Il mio cuore ingabbiato
vive del tuo respiro
e si nutre del candore
della luce del tuo sguardo
che fa vedere oltre
le ordinarie dimensioni dell'esistere


AMOR INTELLECTUALIS

L' Amore è un fiume
che travolge i piccoli torrenti
delle miserie umane.

Nicola Costantino


A Luca

Ogni mio pensier si volge ai tuoi occhi,
quegli occhi sempre sognati e ammirati
E la mia anima piange per il mio amor
non ricambiato
Il mio cuore è straziato e lo scorrere
di questo tempo mi toglie ogni speranza
Tu sei la mia forza e il mio dolore
Tu sei il mio domani e il mio ieri
E più cerco di dimenticare questo amore
e più esso cresce e devasta il mio cuore

Giulia
ORA IN UN MARE DI STELLE

ora in un mare di stelle
senza nessuno spazio vuoto
cosi ogni uomo ad inseguire la sua luce.

dedicata a lunabianca,
Come le nuvole, cerco nel viaggio terrestre, un equilibrio tra la bellezza e l’infamia, tra le cose degli uomini; porto con me l’umida casa dei sogni liquidi e la mia Lunabianca... che ho amato e amo... nelle assenze la forza e la creatività.


Notturnità

Un abisso di bellezza
quel tanto di fiore
gettato nel buio
l’istante che parla di malinconia
assenza placata
di sperduta perla
amato andare nel moto di un raggio
dentro una luna
d’ordinario incanto.

uburoi
21 maggio 04

GIOVANE AMORE

O mio giovane Amore,
ho deciso di chiamarti in questo modo
perché mi sono accorta che tu rappresenti il mio "essere" e la mia "anima".
All'improvviso ci siamo incontrati e ho sentito un dolore atroce,
come un animale che va a macello o ferito, lacerato da un vuoto profondo,
sopportavo con molta pazienza il dolore, la sofferenza, la disperazione e la gelosia;
non credevo che il destino mi stava aspettando, ancora una volta,
per mostrarmi un'altra strada con parole nuove,
che avrebbero cambiato la mia vita,
risvegliando in me il ricordo di quell'energia perduta
e tu hai fatto in modo di ritrovarlo dentro nel mio scrigno di vita,
ma non ti sei accorto del mio AMORE PURO.
Sì !!!!! O mio giovane Amore,
sei riuscito ad aprire nel mio scrigno di vita,
con molta distrazione e qualcosa o qualcuno
non ti ha permesso di entrare, io spero che tu, Amore,
un giorno riesca ad aprirlo per la seconda volta, con molta attenzione;
ti ringrazio di avermi risvegliato in me l'energia che ho dentro,
in questo modo posso darti il mio grand'amore, ed è unico, in silenzio totale.
O mio giovane Amore,
l'amore che ho per te, è come un oceano pacifico,
non versare nemmeno una lacrima, AMORE MIO.
Fai in modo di pensare
che il mio amore è veramente un oceano pacifico, che non ha una fine.
Vivi la tua vita in tutti i sensi, con la testa alta, senza paura,
sorridi sempre e non rattristarti mai, la vita è veramente bella,
non ascoltare la voce degli avvoltoi
che dicono che la vita non ha un senso,
ascolta la voce del tuo cuore
che ti dice guarda con gli occhi dell'amore l'orizzonte
e cammina con coraggio e forza.
Io con il mio pensiero e spirito
ti sarò sempre vicino per sorreggerti nei momenti tristi della tua vita.
O mio giovane Amore,
il mio dolore atroce che sento nel mio profondo cuore
lo terrò dentro nella mia anima, come un gioiello prezioso.
Sì !!!! Amore, tu sei come un diamante
che non si spezza mai perché è una roccia resistente.
Per la prima e l'ultima volta ti dico, "TI AMO FOLLEMENTE",
non ho vergogna di dirlo, anzi, avrei anche il coraggio di dirlo a voce,
ma non posso spezzare le tue ali di liberà,
"PREFERISCO ESSERE LEGATA CON LE CATENE PESANTI",
che dirti, "AMORE TI AMO DISPERATAMENTE".
Ciao, o mio giovane Amore, ti ringrazio immensamente
perché sei riuscito a farmi risentire ancora una volta i magnifici brividi dell'amore puro,
che pensavo di non sentirli più nella mia vita.
GRAZIE AMORE MIO, di questo sentimento che sento per te,
buona fortuna, mi raccomando vola in alto,
non fermarti per nessun motivo.

FIORE D'APRILE

Verdi gli occhi incantati
e la tumida bocca
scopre biancore di perle.
Emergono dalla stretta veste
le punte ardite
dei nascenti seni;
come giovine canna
si piega l'esile corpo.
Fiore d'aprile
che alla prima calura del sole
ti schiuderai per intero
pronta all'offerta !...

Nicola Costantino
Sono una goccia imponderabile di quel tuo mare, senza pace.
Mi annullo nelle tue onde.

nicola costantino
SUBLIMAZIONE

Ho rubato l'incerto profilo ai monti
e ho trovato il tuo viso,
i tuoi occhi nell'azzurro del mare,
il profumo di Venere spumeggiante
nell'incresparsi rapido delle onde.

Nel risveglio del mattino
il fresco vento di primavera
mi porta ancora una sublime immagine
trasfigurata da eterea bellezza.

Apparve nella metamorfosi estatica
un' ecceità che l'Eros
cerca nell'ascesi divina.

Nicola Costantino


Nudità
apre vendetta
al sole del lucido niente
aprile
generoso tumulto
allunga una via
distanze
che sembrano perfette
solo così
di lunare torpore
armeremo
corpi a venire.

Uburoi
1 aprile 04
La Rosa e la Bocca

Sono andato
tra rovi spinosi
strappandomi camicia e carne
per prenderti questa rosa

Rossa

Come i graffi colmi di sangue
che segnano il mio petto
ed ogni goccia che scivola sul ventre
è un dolore

Dolore di vita e desiderio

Che solo la bocca di una bella Donna
può fermare

roberto cursi
LE TUE PUPILLE

Nell'arco delle tue braccia
mi raggiunge il fremito del tramonto
e sopra di noi fronde d'intorno
ulivi nel cielo di lavanda.

Trama il silenzio un pigolio
di rondine un frullo da ramo a ramo
un sentore di musco che rimuove
e nelle tue pupille contro le mie,
nel loro fondo tra me e l'orizzonte,
cerco un punto fermo
un indugio per riconoscersi
un approdo
in questo trascorrere di pastura.

Nicola Costantino

Web: www.nicolacostantino.it
E.mail: info@nicolacostantino.it
Per Gil

Una luna difficile e onesta
attraversa le sue ore
notturnità aperta la tua bocca assente.

Serena la notte avanza
ripetendo il tuo nome


La salita al vuoto di vita
sembra un alba ancora distratta
pigra non pronta

Un cuore vive in eccesso
acquemosse qua e là
parte l’abbrivio.

Uburoi


Acquemoto

Un bacio nella tua bocca
porta d’oriente
donna del mondo
avanti solo d’un passo
al tondo di vita
misura del niente
acquemoto
che porti quiete
al termine saggio
di un giorno di pace.

Uburoi

otto marzo 2004

AMANTI CREATORI

"ALTRE COSE NON FURONO CREATE
(A Siva e Parvati)
SE NON ETERNE E NOI ETERNAMENTE DURIAMO"

Così come io innalzo questi versi,
così noi due creammo il cosmo.
Col tocco delle mani brillarono le stelle e gli astri;
col gioco delle labbra generammo pianeti e galassie;
con la danza dei corpi lo distruggemmo,per poi ricrearlo:
noi siamo il cosmo e tutto ciò che esso contiene.

A Teresa "Parvati".

Ci sono dei giorni

Ci sono dei giorni che hanno un sapore dolciastro
come lo sterco di storni quando fa buio,
e t'affidi all'odore e ti lasci guidare
nonostante tu conosca benissimo da dove proviene,
che è solo melma, merda che ti riempie la bocca
e ripeti ossessiva per assaporarne il disgusto.
Sai che il tuo vestito di fiori è solo apparenza,
che la notte che lenta si oscura,
si fa poesia per chi rimane a guardarla in disparte,
si fa nettare d'api per chi non vuole succhiare nient'altro.
Ci sono dei giorni che passano opachi
come sfumature di verde in un paesaggio autunnale
e ti chiedi dov'è finito il tuo ardore,
in quale buco la voglia di non essere sola,
come ora che nitido senti il tonfo d'una pigna che cade distante.

Ci sono dei giorni che paiono un sogno e stai lì a fissare i contorni,
come un'ombra che a fatica ne assembli i tasselli,
ne tiri fuori una faccia identica a l'uomo
che ora dorme e respira tra le braccia di un'altra.
Poi ti scorrono gli anni senza che nessuno abbia preso il suo posto,
senza che uno straccio di occhi, di mani,
si soffermino ora sul tuo decolté mai troppo scollato,
mai troppo audace alla voglia che sale di dentro.
Ti giuro, non è solo sesso!
Non sono parole che inappagate cercano il loro contrario,
che cercano tra i chiaroscuri quell'ombra
o chiunque stasera le nobiliti fino a che diventino prosa.
Ti lasci nel sonno suoni felpati di scarpette da sposa,
uno strascico bianco che raccoglie polvere ed anni,
riposti negli abissi slabbrati d'un cuore che chiede.
Ma si fanno bolle come smorfie dentro un bicchiere,
si fanno rami secchi di rose senza più spine.
Ora senti il rumore metallico di tacchi,
l'attutirsi d'un tonfo contro un muro di muffa,
come due labbra imbottite dove si smorza un sorriso
come un calpestio di corse di bimbi su foglie bagnate.

Amore! Ma che dici?
Che strana parola ti gonfia le guance,
ti riempie la bocca come un sesso che strozza,
e stai lì col fiato sospeso
fino a che esausta ne vedi il piacere che sgorga
da crepe di sole come zampilli in pieno deserto
da mille ed una notte che aride
ti risparmiano il ventre trapanando soltanto il cervello.
Solo allora ti rendi conto della grandezza,
di come potresti abbandonarti in un mare tranquillo,
di come la risposta biancastra
possa dare un senso ai tuoi desideri più bassi.

Amore! Ma che dici?
Che strana parola ti scoperchia le gambe,
come se fossi una pentola che bolle
e ti lessa le labbra come chi per mestiere
passa le notti a guardare le stelle
e conosce a memoria ogni sospiro di vento.
Domani sarà temporale!
Sarà una notte di tuoni che coprono lamenti
e accompagnano grida soffocate d'amore.
Saranno rami lucenti di fulmini lilla
che ti entrano dentro e ti fanno abortire
figli mai nati che soddisfano sogni
come cuciture che arrossano la pelle
e orlano fiocchi dentro queste mutande da sogno.

Ci sono dei giorni che finiscono all'alba
come se quel chiarore che sfarfalla lontano
fosse ancora l'inizio d'una lunga giornata.
Una di quelle dove non ci dormi la notte e t'alzi prima che suoni la sveglia,
per poi goderti l'idea così come t'è venuta.
Ci sono dei giorni che ti culli per ore
come un bambino nel ventre d'una gestante immobile al letto.
Ti guardi allo specchio ogni qualvolta che s'affloscia un capello
e sfiori con un soffio la fronte perché torni al suo posto
mentre agiti le dita ancora fresche di smalto.
Guardi di fuori ad intervalli precisi
e preghi perché quelle nuvole non diventino basse,
non diventino rosse perché solo domani sarebbe bel tempo.
"Se piove dovrò portare un ombrello!"
Se piove saranno chicchi di riso, che mai hai sentito contro la faccia,
saranno cappelli che danzano al vento e salutano la nuova arrivata
saranno occhi che penetrano nei tuoi spacchi di stoffa e di carne
e sguardi invidiosi che ti fanno regina sopra un pezzo d'asfalto.
"Perché mai quella sensazione bizzarra m'è arrivata fin sotto i capelli?"
Perché mai l'hai lasciata ingrossarsi come tette fresche a corto d'amore,
di fronte a due mani insecchite che non servono ad altro.
Covata ogni notte tra il sogno e le gambe,
stretta nel grembo quando una voce da dentro giurava che mai sarebbe accaduto
mai t'avrebbe costretta di finire in questo ventre dell'anima
per sentirti più viva mentre obbedisci
per sentirti più donna mentre ti cercano in fondo.
Perché mai queste ore che passano non corrono in fretta?
Ne senti il fiatone come se fossero stanche,
come se si rifiutassero di far venire la notte
e s'adagiassero stipate come sull'orlo d'un buco di culo.
Perché mai le tue notti sono stipate di sogni?

Ci sono dei giorni uguali a quelli di prima
che si squagliano come orologi visti in un quadro
e di colpo rimangono immobili in silenzio
come un uovo spiaccicato sul pavimento in cucina.
E pensi di uscire con il cuore annodato alla gola,
sperando che i vicini non stiano dietro alla porta
a spiarti più bella come mai t'hanno vista,
a domandarsi dove cavolo esci a quell'ora
dipinta come colore dei tuoi occhi di sera
senza un uomo che ti copra le spalle
o dia un senso al rumore di due tacchi di fretta.
Dove diavolo vai avvolta in una mantella
con due seni che danzano ancora senza saliva,
ancora indecisi se riempire un qualsiasi sogno
o fare a gara con la luna che invidiosa li guarda,
che l'illumina a quest'ora per strada dove nessun'altro ne ricorda il sapore,
ne ricorda la forma tranne quei cani senza padrone con le bocche fumanti.

Ci sono dei giorni dove ti tieni in disparte,
dove le emozioni di dentro t'arrotolano il ventre,
ti gonfiano il petto e t'invadono il cuore
senza che un respiro profondo ti lasci una tregua
come se da sola in quel posto dove mastichi nebbia fosse tutto il tuo mondo
dove rade paure ti volteggiano intorno e tu leggera ti rimetti al destino
ché invisibile ti chiama e t'invita, ti ristora con i suoi simboli ignoti
fino a farti sentire piatta e banale
perché mai avevi previsto di finire in culo al tramonto
che giustifica gli anni sfilacciati nel cuore,
tutti quei giorni dove hai prosciugato le vene,
quando ancora cretina appiccicavi l'amore come figurine nella pagina giusta.

Ci sono dei giorni che hanno un indizio,
una prova schiacciante che ti rende colpevole,
come una lampada in faccia che ti fa confessare
come una luna infuocata ti fa sembrare più audace.
Potresti raggiungerla a piedi se solo non portassi quei tacchi,
se solo ne avessi il coraggio, potresti correre altrove
lungo figure perfette di siepi che si fanno percorsi obbligati e sfilano calze,
tra ombre di pali che s'accorciano e sbattono sulla tua ansia che cresce.
Vorresti avere uno specchio per vederti più identica a quella che hai lasciato nel bagno,
per vederti più bella di quella che ora s'affanna
che cerca un qualsiasi posto dove gli altri potranno ricamarci una storia
scattare una foto che sia perfetta allo stato d'animo che avanza.

Ci sono dei giorni che ti marcano a fuoco come vitelli neonati,
che danno un senso ai porti tra le nebbie dove non sei mai approdata
e stanno lì come segnalibro tra le pagine dei ricordi
come una colpa mai confessata,
come sogni spezzati a cui nessun'alba ha dato decoro.
Ci sono dei giorni dove si blocca la macchina proprio sopra il viadotto
e scendi e ti sporgi per vedere le case immerse nel fango,
per sentire il fetore che viene dal basso
e pensare come diavolo avresti fatto a camminarci sicura,
ammirandoti i tacchi che scintillano al buio.
Se fossi un uomo li leccheresti fino alla punta,
essiccheresti la lingua per ricominciare daccapo
fino ad essere convinta che valgono più di due labbra,
di qualsiasi bocca che ti offre un amore.
Se fossi una puttana basterebbe un niente davvero
scoprirti il seno e sentirtelo umido della prima saliva che tra poco si ferma,
per poi dirgli che stasera l'hai scampata più bella di quanto t'ammira
fino ad essere convinta d'aver rinunciato alla tua prima notte di quiete.

Se fossi puttana davvero?
Magari di quelle che battono asfalto,
che si erigono regine sui rifiuti di notte,
che curano il dettaglio marcato di labbra
come porte d'Oriente ricche di sfarzi.
Eccola la porta della natura che si fa penetrare da cose,
da oggetti sparpagliati come uno scrupolo che entra senza permesso,
come un desiderio represso che non vuole andarsene via.
Ti trova ogni volta spalancata e indifesa,
addobbata di stoffa e merletti come se il meglio rimanesse di fuori

Ci sono dei giorni che finiscono all'alba sopra questo viadotto
e ripensi a quell'uomo che t'ha lasciata incompiuta
ti sporgi e ti cerchi immersa nel fango
o sopra a quei tetti appesa ad un cavo di luce.
Senti il vento che penetra e ti svasa la gonna,
lo senti e lo temi come un brivido di paura lungo la schiena
come se ancora fossi chiusa nel bagno
a domandarti se un golfino di lana sarebbe bastato per tutta una notte.

Ad Emanuele

Spesso ho sentito dire: “Per un figlio si fa qualunque cosa e si prova un amore che va al di là di ogni immaginazione!”

Mi sono sempre chiesta se questa fosse una frase convenevole o se avesse un significato reale! Ebbene, il dilemma si è svelato il giorno in cui sei nato, alle 20.45 di quel fatidico 1° luglio 2001.

È vero, piccolo mio! La gioia di averti avuto e di averti è troppo grande, immensa, sconfinata e cresce ogni giorno di più .. ….

Spesso mi viene in mente l’istante in cui ti sei affacciato alla vita ed in cui ti ho visto per la prima volta, quando la mia vita si è sdoppiata, e tutte le volte che rivivo questa scena mi si accappona la pelle per l’emozione, perché penso alla materializzazione di un miracolo, come è quello di dare alla luce una creatura.

Ora, piccolino, anzi Stella Cometa, come spesso ti chiamo, hai più di dieci mesi, stai crescendo in fretta, sei un vero chiaccherone e stai imparando tante cose, anche se il versetto dell’asinello rimane il tuo pezzo forte.

La cosa più bella che ti rende speciale è la solarità ed il tuo sguardo eloquente; il tuo continuo sorriso a quattro dentini e mezzo riempie le mia vita, la tua gioia ed il tuo entusiasmo mi danno una forza che sovrasta ogni problema e qualsiasi preoccupazione.

Il tuo vezzo di addormentarti accoccolato in braccio mi fa sentire importante, perché avverto che, soprattutto quando sei fra le mie braccia, io rappresento il tuo mondo….. Tu per me lo sarai sempre!

E quando questo non succederà più? Quando non ti addormenterai più tra le mie braccia perché oramai sarai diventato grande? Perché si cresce?

A volte mi capita di immaginarti già giovanotto e il pensiero che ogni momento della tua crescita possa trascorrere, anzi trascorre velocemente come un treno impazzito, mi porta a godere ogni attimo dei tuoi continui progressi verso l’indipendenza.

A volte penso con tristezza a chi non ha avuto, o per scelta, o per sfortuna, la gioia di essere madre, e che non ha purtroppo potuto assaporare il vero senso della vita. Si, perché vivendo, tutto ha un filo logico: si nasce, si cresce, si procrea, per dare continuità della propria esistenza ad un’altra creatura e così via………..

Questi pochi versi che adesso ti scrivo, e che potrai leggere e comprendere quando sarai un po’ più giovanotto, sgorgano irrefrenabilmente dal mio cuore, perché tu sappia, al di là delle dimostrazioni pratiche, quanto sia immenso il mio amore per te. Anche se, pur con la pretesa di non sbagliare, commetterò degli errori perché forse non saprò comprenderti fino in fondo o sarò eccessivamente severa, di una cosa stai pur certo; potrai sempre contare su di me e sul tuo papà, in qualunque momento tu abbia bisogno.

Non finirò mai di essere grata all’uomo che amo, che ora è il tuo papà, ma soprattutto a Dio per avermi donato te, la cosa più bella e misteriosa e che mi ha reso e mi rende completa e felice..

Ti auguro un mondo di bene e di felicità.

La tua mamma
7 maggio 2002

Vorrei......

Vorrei essere il tuo rifugio caldo e accogliente
dove sei certo di riposare,
Vorrei essere la tua amica più sincera
i tuoi segreti sarebbero i miei,
Vorrei essere la tua medicina preferita
per incanto rigenero il tuo corpo e la tua mente,
Vorrei essere il tuo letto
per cullarti come un bambino,
Vorrei avere un figlio da te
per vedere i tuoi occhi ogni momento del giorno,
Vorrei darti tutto di me
perchè so che me lo restituiresti raddoppiato,
Vorrei essere la tua amante migliore
per farti sentire emozioni mai provate,
Vorrei che fossi felice
perchè so che lo sarei anch'io,
Vorrei....Vorrei...
Ed io cosa vorrei?
Vorrei........ che mi amassi così come solo tu sai fare!
Quiete di mare

Il mare quietato
non lascia sugli scogli
frantumi di cose
spezzati di vite
un tempo amate
resti appesi
accenni
un dolore
fermo
lontano
immobile
attende eguale quiete
e lascia a ognuno un segno
prima che appaia
nero il solco
la vita ancora agita cuori.

Uburoi

dicembre duemilatre

Jazz

Assonanze di cuori
dissonanze di anime smarrite
sempre qualcosa è perso
in questo quotidiano inseguirsi di note
la notte più lunga è fatta di attese.
Assonanze distanti
pretese distorte
fatte di uva acerba
colta in un giorno di Luglio
nel bicchiere di un ubriaco
fradicio
come la mia anima senza te
fradicia di idee barcollanti
sull’orlo del mondo
il mio mondo.
Assonanza lontana
jazz impazzito
ho perso il controllo
e canto
a squarciagola
nei vicoli della vita
che non è mai persa se penso a te
a noi.
Dissonante assolo del cuore:
non aver paura!

Da Silvia ad un amico.

Bustier

Nero incontro la tua pelle
brivido
angolo intenso
nascosto il corpo
dentro l’ anima irrisolta
bustier
arma di desiderio
consumato silenzio
stringe
accesi piaceri
suono
spento d’acqua
attese parole
per storie chiuse
vangeli
che nessuno più ama
la tua bellezza
prende e
chiude all’istante
l’incanto serale
di bocche stanche
separati teatrini
aprono
al pubblico presente
vite allungate
oscene
prese a prestito
dal solstizio d’autunno
ogni cosa appare
per non dire nulla
nasce e non vive
la grazia del tuo volto
né bocca ne sguardi ti vedono felice
amato secolo di mistero
bustier
indossalo
senza parole
accanto
un sorriso
un cenno appena
ecco

Uburoi


Margherita

amore
sesso
fiore
calore di vita
femminile ardore

Campo di biondo grano
cullato dal vento
indomito al sole,
ricca messe nella falce del mio desiderio
pane d'amore
- luigi Verona -


SOLA

Vorrei inventarmi parole nuove,
parole che vorrei trovare quando il tuo orgoglio mi fa tacere,
quando la notte mi fa pensare…

Un dolce bacio,una tremante carezza che vorrei cercare,
che vorrei scoprire quando tutto mi viene a mancare…

…ma tutto questo fra noi non può finire…

…e tutto quello che non sono riuscita a dirti
vorrei lo sentisse direttamente il tuo cuore…
nell'irreale silenzio di un bacio…

Dio,quanto sogno i tuoi baci!

…mi fai venir voglia di dirti di si a tutto!

Stammi vicino e non cadrò mai…
Amami e sarò tua per sempre…

-mi disse-…domani?
-ed io:-domani mi avrai fra le tue braccia alla stessa ora;
passerò le mani fra i tuoi capelli,
tu,sognando,dirai che mi ami ancora….

Spingi alla mia porta,
agitami violento…
voglio piangere con lunghi gemiti domani…

il sibilo che odo non è il vento…
…ma tu che mi pervadi come lo scroscio dell'oceano,
l'ansare del bosco,il bramito di un lupo…

invece apro gli occhi e sono qua,sola…
ad aspettarti ancora…

quando mi accarezzerai il viso non sospetterai che ho pianto,
no…
perché allora sarò di nuovo fra le tue braccia e,
soltanto lì,
la mia profonda solitudine in un grato impeto di speranza si tramuta!

ROBERTA

Filo d’erba

agguato sottile
il tuo pensiero precoce
affanni solari
le parole che pronunci
sdraiata sul tuo malessere
da un sonno inutile
vinta
rendi una lira di vuoti
cuore nudo
un anno un giorno un minuto
solitaria assenza di te
ti salveranno
e
uomini
ritroveranno
stanchi
delusi
d’ombra un punto
un mondo
luogo spaventoso
per viverci
dove ogni cosa
non ha colore
né musica
senza di te.

Uburoi 6 ottobre 03
paolomessina1@libero.it

A Bradipo... per il tuo compleanno ott.03

Guardandoti non sei più lo stesso
Ogni tratto del tuo viso rivela la tua condizione

Un affanno invincibile è sceso su di te
Sto a guardarti .....già stanco al mattino

Mi appari da lontano, e, poi di nuovo scompari

Ma io mi preparo a incontrarti,
non mi cogli di sorpresa,
ci sono sempre per te
e tu sai che sono con te, vicina

Ti amo tanto
e sono emozionata di ciò che avviene stando a guardare

Sei bello amore mio,
di una bellezza che incanta,
sorprende,
rapisce... con dolcezza


con amore... MOLTISSIMO
LATTUGA 67

Sei l'amore che ho paura di vivere.
Sono la paura di realizzare un sogno meraviglioso che potrebbe sfiorire.
Se avessi te. avrei te da perdere..
Così rimango qui.
Farfalle nella pancia tra le dita dentro gli occhi.
Non porterò fiori tra le tue lenzuola.
Non sussurrerò ai tuoi occhi quanto sarei capace d'amarti.
Rimango qui.
Adultera tra le farfalle blu..
E conserverò per sempre te nel cassetto delle "cosedesideratechemaisaranno".

eleonora
x ale

E tu ora
scivoli via.
E io
rimango
incapace
di smuovermi
tra fantasie
liquide.
Instabilmente tua
sempre
nonostante tutto
in ogni angolo
di questa notte.
Mi tocchi
il cuore
e l'anima.
Li tocchi
piano e forte
sui loro tasti
fragili.
Mi fai vibrare.
Sempre.
Nonostante tutto.
In ogni angolo
di questa notte.

Irraggiungibile Creatura.

Oh Irraggiungibile Creatura,
la tua imparagonabile e soave bellezza
ti ha sottoposto ad una perpetua schiavitù dell'ardente desiderio femminile.
Lo splendore dei tuoi occhi è oggetto d'invidia per quell'occhio dalla luminosità
sublime e incantevole che illumina la terra.
La tua flebile e melodica voce si diverte ad incidere acuti sonori nel mio cuore,
capaci di dipingere in esso
la deliziosa immagine del tuo volto.
Oh se potessi accarezzare la tua pelle candida e nìvea come la neve?
Oh se potessi lambire le tue labbra voluttuose, di cui ho un fervido desiderio.
Mia diletta creatura mirabile,
mio sogno inottenibile,
abdicherei dal regno della mia esistenza, affinché codesta privazione
ti donasse una vita eterna
nel pieno possesso
della tua singolare avvenenza.

Apri la notte

Apro la notte
acumi di donna
entrata di quiete
la tua pelle liquida
e
odori di sempre
di noia borghese
plachi le ansie
rimedi lontani
per uomini attesi
e
apri la notte
per dare l’amore
a ombre sfiorate
lontane dal sole
e
muovi il tuo ventre
vizio di vita
umida dentro
ascolto del tempo
e
dai la tua bocca
che parla di fiume
dolente e impietosa
hai giorni d’angusta
porta d’oriente
donna imminente
Lunabianca.

Uburoi
Ti cerco

Ti cerco in modo e nel secondo che passa
après
la cattiveria del tempo
dilatata l’infinito
in
mille arcobaleni
tolti al disamore
la vita
estranea
intensa
gioca
palma del mistero
erba matura
soffio
sfiora l’incuria
ora d’incenso
abiterò per te
le misure estreme del cuore
da quel ponte sospeso
da dove sei partita
giungerai qui
nuvolo d’angusta
preda del si
lascerai labbra
alzerai sospiri
natura sensibile
pronta all’amore
in questa stagione
dove
nulla ha più senso
bacio sudato
allenterà dolore
rien
le cose appartengono alle cose
gli uomini appartengono alle donne.

Uburoi 24 giugno 03

un orologio incantato
il tempo
che assolve maree
nell’ attimo
nel giorno stesso
del sole riflesso
su di te
immagine doppia
sfocata
superata bellezza
scomposta
coraggiosa
nell'insieme unica
cercarti
debole aurora
abbandonando la tua età
chiusa
oscuro dare
felice
apro il tuo sesso
sguardo felino
Ermes
punctum
armatura lenta
intenzioni buone
distesi
erranti
sessi lontani
inadeguati al ciclo del tempo
un tempo di sole dolcezze
questo ci deve apparire
senza ombre

morti improvvise
come nei sequels
di qua della grande marea
un passaggio costruirà
declineremo assieme
al presente
un attimo dopo
la luna tonda de la Merveille
rapirà per sempre
la chiarità tempo ritrovato.

Uburoi 6 sett.02 10 luglio 2003

IN-CERTEZZE

La porta
dolcemente aperta
chiude ora lo spiraglio,
nei nostri sguardi
abbagliati e increduli
resterà il ricordo
di una possibile felicità

Da lungo tempo
mi avevi abbandonato
negandolo a te stessa
per il timore di ferirmi
Ho accettato d¹inseguirti
per consumare lentamente il mio
dolore
Mostrandoti lo scintillio
delle emozioni ti ho richiamata
per giocare e recitare
per dimenticare la forza della felicità
Ora fermi
attendiamo nuovi sentieri

Dopo giorni di nuvole e pioggia
alta nel cielo nero la luna
piena e perfettamente delineata
regala una speranza d¹armonia,

mi accompagna il sentimento
di un me smarrito
lontano dalle incomprensibili luci
del Natale

Tra lussuose ed inarrivabili vetrine
tra voci d¹insoddisfazione
avanza un uomo

in mano una birra
sotto il braccio cartoni
a contenere il gelo
di una notte di luna piena

intensi
i nostri sguardi
non osano regalarsi un sorriso

Dei nostri incontri d¹amore
non si cancelleranno
gli sguardi

(A "venere vincitrice" che ancora mi accompagna nel percorso mutabile dell'amore)

pesia per gil il giorno del suo compleanno

Alzo maree


14 giugno 2003

Guardo ai tuoi anni

Specchio invertito

E alzo maree

Nel giorno diseguale

Donna di sempre

acuta durezza

Incomincio d’annata

Nave sicura

Sarà la tua vita

Che apre sipari

Nei teatri di pietra

Di vecchi poeti

Vive così

Nell’ombra di te

La fanciullezza abbreviata

Mani sottili

Aprono linee

Chiudono letti

Nessuna carezza

Approntata all’istante

E alzo maree

Uomo di sempre

Perché navighi alta.

Uburoi

Passato il giorno
una Luce
portava via il decoro del tempo
la donna una puttana
accorta e gentile
preparava il corpo
agli orrendi luoghi dell’incontro
oltre il vedere c’èra il sentire
gemiti quasi di niente prendevano
anime e corpi in disuso
lei lavorava d’intelletto
quando raccoglieva spiccioli
di vita.

Uburoi 31 Maggio 2003

Mi dispiace,
t'ho amato
ti ho illuso
e alla fine t'ho lasciato;

ho cercato altre avventure
e, come un coglione,
ti ho tolto le mi cure,
la mia attenzione.

E ora tu, per me,
hai smesso di soffrire
proprio adesso che,
che ho cominciato a capire:

a capire quanto hai sofferto,
per la ferita che ti ho inferto;
a capire che ancora ti amo,
anche se sembra che non ci conosciamo;

perchè adesso sei tu che non mi vuoi,
che vuoi farti i cazzi tuoi,
e io non riesco più a far niente,
me ne resto piegato, impotente.

Sto perdendo fiducia,
le mie energie se ne vanno,
scivolando fra le mie lacrime,
persa fra il mio affanno.

Linda mi manchi
con la tua assenza mi sfianchi
mi manca una parte di me
non sono più niente senza te.
ANDATURA

Sorpasso di vita
Quadrato difettivo
Angolo di difesa
ha spiegato l’eccesso
con parole inadeguate
laghetto di conchiglie
predicava alla vita
liquida ombreggiata
lei
lumaca d’oriente
rallentava cuori.

Uburoi 26 05 03


Conducimi all'Amore!
Persa nel vortice della vita
cerco una strada che mi riporti alla realtà sicura,
Piena d'amore.
Sono in una dimensione oscura, l'anima trema,
cerca invano la luce dell'amore.
Parlami. Parlami di quell'amore caldo e passionale
Che fa perdere la ragione e scatena i sensi,
scolpisci i miei pensieri,
illuminami come una stella al limite dei miei sogni.
Conducimi all'amore con il soave suono della tua voce,
apri il mio cuore totalmente ad esso,
libera la mia anima dalla prigione del corpo,
s' espanderà tra un universo e un altro,
valicherà le grigie montagne che la circondano e raggiungerà l'infinito cielo.
Amami. Amami e con una calda parola rivivrò l'amore
Amami e con un morbido abbraccio respirerò una nuova vita,
una vita immersa nell'amore.

Vanessa G. per Carmelo


Abbracciare il cielo
quando il tuo sguardo
incontra il mio.
Giocare con le stelle
nel loro magico mondo,
lasciare che un tuo sorriso
mi riempia la testa di sogni
Fermarmi a guardarti..
E poi conservare la tua immagine
nei miei dolci silenzi,
correre nei tuoi pensieri,
con il cuore che batte forte
in cerca di altre emozioni.
Non siamo mai così privi di difese,
come nel momento in cui amiamo.
Perciò lascia ancora che io possa sussurrarti
Le dolci parole finché esprimano col cuore quanto vorrei
Amarti

Sebastia G. per Francesco S

Post fazione
Ultima lettera non recapitata
Guardo all’altra riva di me stesso, senza sapere dove andare,
un sole appena velato,traslucido, opaca le ore;
il tempo è un tiranno e un vuoto di esistenza che va da una riva all’altra del vivere e non mi da pace.Nulla è come esistere senza di Voi,
niente mi è concesso se non l’abbrivio di un secondo,
il tempo che occorre per un viaggio verso la notte.
Questo è forse il compenso per avere chiesto qualcosa che non c’è mai stato?!
Le vostre parole, il passato,le speranze,la necessaria sovrabbondanza,per amare voi,la donna più generosa e avida di se stessa,fragile e forte,che abbia mai incontrata.Ogni cosa è un assenza,un
respiro interrotto, un voi con me senza di voi. .
Andare venire, un’unicità del cuore che non muore né aspira a niente,
dentro il petto batte mentre il corpo si scompone, in un nuvolo di acquemosse.
La malinconia come malattia, come il verso di una poesia, eterna-mente udita e crudele,perché parla di te, piccolo uomo, infantile e sentimentale,perduto nell’amore assoluto!
Rimani barbaro, insufficiente bellezza,guerriero delle parole che scompaiono come nei ricordi delle donne “ bellissime “ che hai amato,che ora sono altrove, lontane da quel se distruttore che le ritrovava segrete e inutili accanto a te. Eccomi, perduto, nell’assenza di un ruolo che non è l’amare né il disamore, ma vacuità sommessa, libidine del silenzio nella comunicazione negata.
Una purezza chiusa nel suo bozzolo che mai saprà la vita.
Faccio le cose di ogni giorno: appendo i panni bagnati ad asciugare,preparo da mangiare,qualche volta mi guardo allo specchio, poi mi chiedo che non so fare l’unica cosa che conta senza di voi: vivere!
Leggo le vostre poesie e ritrovo voi, dolente e incompleta,una e mille, spezzata, come voi stessa amate definirvi; piango dalla dolcezza che esprimete verso il vostro bambino; ricordate Lorenza at Klimt, era per voi,per raccontarvi di come siete bella e unica.
Tutto è stato fatto per voi;siete stata amata oltre ogni misura,ma non basta farlo da soli;
un po’ come morire per restare vivi,no mio amore e sodale compagna, solo per restarvi fedele, né per essere martiri di un terribile gioco; non dimenticate che noi siamo diversi,speciali,entrambi gemelli l’uno dell’altra.Questo è quello che conta e conterà per me !
Ogni attimo deve essere compreso attraverso questa bellezza altra che, noi due accendemmo in quell’ora a cui ora non sarete più fedele.
In forza di essa vi ho amata e oggi mi mancate,voi mi mancherete comunque.
L’amore che avete avuto, trattenuto nel vostro contorno escludendo quasi il resto, che certo avete conosciuto attraverso la mia totale carnalità,ora la riempite, come allora con forza e abbagliante mistificazione; solo così potete assolvervi.
Vi occorre anche che impariate ad ascoltare, aprendo le vostre salite,non verso il disamore,né attorno a un sé assoluto, dove ogni altro è escluso.
Voi esclusiva-mente,unica-mente,escludete me che pago così, l’essere stata voi esclusa da uomini mediocri, che pur avete amato e poi per rabbia avete un po’ abbandonato, lasciandovi dietro il ricordo di voi, eclettica pittrice, studiosa del secolo e donna in carriera,che cambiate colore e cambiate la vita a tutti gli odori e al buon vino bevuto.Accendete clamori attorno ai pensieri di donna riversa a pensarsi e ricostruirsi,partendo insensata cablando sotto terra l’unico essere che vi dava lo spazio, restando in disparte, solo tre passi dietro di voi.
Nel grave torto che la vita vi ha dato, nel vostro 14 anniversario,dovreste aver scelto, non pensate tuttavia che sia necessario;vivete piuttosto e smettete di ingannare voi stessa e gli altri attorno.
Non armate giorni di rabbia né di finto coraggio,che solo con me avete sperimentato, curate l’amore e non l’apparire.
Vivere è necessario, mentre voi sopravvivete, annullando ogni possibile energia che vi sublimi,mentre adesso sapete solo togliere ciò che vi fa paura, che non sapete e volete curare.
Ricordate …un amore non esclude l’altro!
Il coraggio verrà, credetemi, voi non lo sapete ancora, ma siete bella e vitale.
Occorre saldezza e voi possedete quella strana virtù che si addice ad una donna fedele solo a se stessa,la temperanza. Usatela e siate felice, di quella serenità a lungo cercata, spesso nei rapporti sbagliati,forse anch’io che vi amo,la vostra oasi, la mia più mia amata beatitudine.
Voi eravate e apparite come l’ora del vivere. Voi,voi,voi vivete nel diluvio perenne del mio andare.
Un percorso non facile in cui non ammetteste mai gli errori degli altri nel crescere,nel comprendervi, ciò che sempre vi ha fatto e vi fa ancora paura; eppure è così naturale: noi ci amavamo e potevamo fiorire e imparare ogni cosa, sminuzzare in mille eventi le nostre ormai totali affinità.
Non ero venuto in voi per togliere, ma solo per aggiungere,era questo il mio amarvi,lo è ancora, di più, adesso,quando voi non comprendete e non volete accettare.
Non vi critico per questo,siete così altera e inaccessibile,che non comprenderò mai il vostro incedere.Non volete che uomini vi amino; restituire amore resta per voi troppo improbabile,è questo che temete?!
Dunque se non vorrete restare “un buco con contorno,” lasciate che esista e viva questo contorno,oppure voi, che non siete mediocre, come invece spesso apparite,resterete quella che siete, pura e dolente, per soli uomini armati di manico e senza contorno.
Infine Voi avete tolto l’amore a voi stessa e poi a me,lasciando solo alle viscere il compito di esistere
ed esse hanno risposto, col dolore e la pena.
Ricordate ancora qualcosa di me,cos’ero per voi e cosa sono?!
Non inseguirò il vostro andare,né cercherò il declivio perenne,dove le cose non appartengono più alle cose,gli uomini non appartengono più alle loro donne.
Quella tenerezza di voi vorrei tanto che ritornasse a lenire ferite a ridare calore, qui dove s’è spento senza di voi,ogni colore.
Eccomi dunque, donna di sempre, amore assoluto,quest’uomo di grazia e di carezze,v’implora : non perdete l’amore!
Carezze
paolo 2 05 03


 

L'errore di avere dimenticato la voluttà dell'estraneità
"Il nostro desiderio non è di fare di due creature una sola, bensì di evadere dalla nostra prigione, dalla nostra unità, di diventare due in una congiunzione, ma meglio ancora dodici, un numero infinito, di sfuggire a noi stessi come in sogno, di bere la vita a cento gradi di fermentazione, di essere rapiti a noi stessi o comunque si debba dire, perché non lo so esprimere; allora il mondo contiene altrettanta voluttà quanto estraneità (...). Il solo sbaglio che potremmo commettere sarebbe d'aver disimparato la voluttà dell'estraneità e immaginarci di fare chi sa quali meraviglie dividendo l'uragano dell'amore in magri ruscelletti che scorrono su e giù fra un essere e l'altro".
Robert Musil

paolo messina

Toccò al mio bacio l'ultimo sussulto
Fu magia
Alzata la gamba
Un sole apriva l’unico raggio
Bocca umida Arrogante esilio
Intima consuetudine

Quel bacio non portava da nessuna parte
Le storie finiscono e basta
L'amare era anche questo
Un salire faticoso
Ascoltare i no della vita
Qualcosa qualcuno era entrato dentro
Lei Immobile dura estrema
La consuetudine al dare
La bellezza intensa
Solare
Era anche questo
Una assenza da amare
Un attimo fuori dal gorgo

Una luna modesta Inchiostrava

Velenoso chiarore

Le maree della Marveille
Scompariva nel buio

La mente
Un niente accoglieva cuore
Terra di nessuno

Verso flutti di giorno
Attesa la vita

Vincita mancata Immutati

Accolti Infinità di sentieri
Dominio

Accipe
Un vivere illude

Vita accerchiata

Labbra armate
Conclusione

Ricordo
Bocca incomincio di ogni vita
Quella perduta

Franata dai furori compassati di uomini irregolari
Ma belli
La mia misura un palmo di difetto
Sorpassata da ogni lato

Da venti abituali
Gode felice

Immobilità prossima

Aratro dei sensi

Di un bacio farò della tua bocca
la cattedrale delle mie preghiere
la aspetterò Te.

Uburoi

 

 

Sei lì spettro filante
Dolente

come lama di Toledo
entri
un tratto
una penna
inchiostro timido
corposità
indolenza estrema
dimora
corpo trattenuto
amato
scorre acquemoto
verso te
anima
inquieta
nella notte magica di ficuzza.

paolo messina

uburoi ti ama dolente e felice di te sorride al tuo sogno che verrà.

Ti ho vista danzare a Toledo

capelli e sole
assieme fuori dal vento
dove niente si perde

Nave di colla buona
Trancio, e becco d'uccello
s'accingeva al sorpasso

Tu donna di cuori
alzavi gonne
d'un tratto all'inguine
era sangue tutto il sentire
arrossati capezzoli sembravano lune

macabra luna alta rideva

danzavano forti riccioli attesi
desideri d'occasione e passioni

Un tratto un niente
un piglio da clwon
chi prende la tua bellezza

spalma cuore su pane d'inverno

ancora ieri
aspetto

che t'accorga di me.

Uburoi

Coccio frantumato
Il tuo stile di vita
trame nascoste
trappole
forme
delusioni del tempo
Le tue mani
parigine
tregua
domanda
aria sospesa
vuoto di battaglia
non vinta
frantuma
Vitae clamorose.

Uburoi 23 apr. 03

Soffio
Amante diseguale
irrituale
nei tuoi solchi
armi silenzi
bocche taciute
asciutte d’ angusta
fuochi armistizi
sospendi
aria e dare
seta seni aperti
piega d'autunno
ferita goduta
abbrivio colmato
sessi arrossati

Uburoi 03

interstizio

[interstizio.......]
ero nuda ai tuoi piedi
al volto di mito, al corpo di felino
ero nuda sulla spiaggia
[interstizio.......]
bella foresta di nacro
saporito fiore di massacro
sesso insaziato con lingua di vipere
[interstizio.......]
al seno di schiuma, agli offrandi terrificanti
ai profumi dei selvaggi
[interstizio.......]
che regredisce piu la tua mano si avvicina
tra le mie cosce aperte
DEVO STARE SEMPRE APERTA DAVANTI A TE ,
[interstizio.......]
ingoio il tuo sesso senza lasciare il cielo,
la mia voce resonne nelle tue vene
Donna con pensieri verticali, con orifici vibranti,
Mi porterai nella tua casa, scelta soltanto da te,
Vedo la tua casa avvicinarsi, le sue 9 porte che si aprono e si chiudono man mano che respiri,
[interstizio.......]
Tocco suoi muri grigi
Spingo la porta, che si chiuderà una volta soltanto per non aprirsi mai più.
Come la tua verga mi trasforma in abisso quando mi penetri brutalmente
ô interstizio, [interstizio.......]
che regredisce quando la tua mano si avvicina.
Hai guadagnato il tuo pane quotidiano.....
Hai ammazato,
Hai visto morire
Morirai anche tu,
tra il mio seno,
tra le mie labbra,
Sarai morto ma mi amerai ancora
mi cercherai in ogni cellule del tuo cadavere marcito
Traforerai la nebia che oscurisce il vetro
Mischerai il tuo fiato ai miei capelli di piombo
e troverai il mio corpo di bella indiferenza.....
perche niente resisterà al tuo amore
allora canterai :
interstizio...
ti voglio nuda
ti voglio cruda
ti voglio persa
mollata
commossa
interstizio....
ti voglio sola
senza una parole
nemeno una
ti voglio tranquilla
serena
facile
interstizio..
con i profumi selvaggi
col corpo slanciato di felino
eri nuda sulla spiagia
eri nuda ai miei piedi
eri nuda ai miei piedi
tudda

Toccò al mio bacio l'ultimo sussulto...
Avrei chiuso gli occhi e avrei visto te
sempre là, sempre tu

e poi non lo so'

ieri notte, sbatteva dal corrente d'aria la porta della camera e poi, non lo
so',
c'era forse qualcuno dentro.
Forse un'anima sperduta che cercava me.
Una tra tante
che cercano di communicare con me.
Una tra tante
che mi accarezzano i capeli di notte per assicurarmi mentre sogno forte e
violente.

Sta mattina, ero felice alzandomi come ogni mattina anzi.
Ti cercavo nel cuscino,
respiravo il tuo virilo profumo virtuale,
miscolato di agrumi e di peppe,
rinfrescanti di pino silvestre
e di vento ghiacciato a farmi alzare i capezzoli.

Ho maturato le mie pensiere, quelle che mi parlano di te,
Sono ricche di sentori
come quelli prati di Grasse,
Ipnotizante
come il suo colore viola,
Inebriante
come un bicchiere di Bianco del Rhone
di un Baume de Venise.
Godo ogni mattine come se fossi li con me
Godo per due,
noi due.
Approfito della vita avignonese
come se fosse la mia ultima, chi lo sà......
Scopro' te
Attraverso me, uomo.
Lo sapevi già che lo sono ancora io?
Che fortuna essere acquario!

Ci sono giorni in cui mi ricordo della mia giovane età quando lo ero
pienamente e ogni tanto quando ti leggo triste, avrei voglia di esserne uno
ancora ed essere tuo fratello.

Invece,
sai bene,
da quando ho capito cosa era essere donna,
non ho piu cercato il mio lato virile.

Pochi giorni fà,
dopo avere parlato con uno che mi trovava molto donna
l'ho cercato per solo il piacere
di trovarlo di nuovo......
E' vero
esserne uno deve essere piacevole,
Ma preferisco lasciare la donna invadermi l'anima, la mia scelta ha le sue
raggione valide!
ti amo.

(tudda)



Sdraiata sul tuo letto
Giacqui li' abandonata
Alla mia stanchezza, spossata
Stancami ancora ti prego

Sopporto tutt' il peso di te
ed quanto mi è lieve
tuo peso, contrapeso fà
alle mie dolore, ancora ferita

Tal un toro ti vedo
e soppeso le mie parole,
alleviata dei miei mali sono
piu' tuo corpo si appogia su me

Scagliami su, schiacciami si
non perdo peso, anzi contatto dai piedi,
ti voglio, mi stringo contro te
come delle mani, unisciti a me

baisers
tudda.

Il tempo si è fermato.
Il mio cuore si è stretto

Tutto è in sospeso.

Il prossimo battimento è nell'attesa

Mi ritrovo in un spazio sconosciuto
delle mie solite galassie sono lontana

Non mi riconosco affatto
Mi hai perforato l'occhio

Avrei il nome di un 'altra
Sarei di chiunque cosi simila

Come faccio per ritrovare
la strada di casa mia, tuo cuore

Dove andro' ad abitare
se non vivo piu' da te

Andro' su delle stelle
lasciandomi portare di una all'altra,

Finiro su una nova
e scompariro in un vortice

Renegando, aggiurando
che ho esistito un giorno.

Tutto come le hai archivate
mi archiverai altrove

Tutto come sono stata,
Saro' un ricordo, d'altronde

Ti prego
Fammi tornare della mia Elba
Voglio tornare a casa mia,
Tuo cuore.

tudda minuscola

Ho avuto modo recentemente di leggere una raccolta di poesie di Prévert da cui ho preso queste due che penso possano piacere anche a tanti altri visitatori. Per scambiare un po' di emozioni. Saluti Patrizia

Jacques Prevért

Sabbie mobili

Dèmoni e meraviglie
Venti e maree
S’è ritirato già il mare in lontananza
E tu
Come alga dolcemente dal vento accarezzata
Nelle sabbie del letto ti agiti sognando
Dèmoni e meraviglie
Venti e maree
Il mare s’è ritirato già in lontananza
Ma nei tuoi occhi socchiusi
Due piccole onde son rimaste
Dèmoni e meraviglie
Venti e maree
Due piccole onde per farmi annegare.

Il fanciullo di me vivo

Nella più festosa delle miserie
mio padre mia madre
insegnarono a vivere a questo fanciullo
a vivere come si sogna e fino a morte avvenuta
naturalmente
La sua voce di radi pianti e di frequenti risa
la sua voce mi parla ancora
la sua voce morente e gaia
intatta e saccheggiata
Io non posso guardarlo non posso cacciarlo
questo fantasma gentile
Come dare il colpo di grazia
a questo compagno squisito
che mi guarda nello specchio
e da lontano mi fa smorfie
per farmi arrabbiare
buffamente
e che m’insegnò a far l’amore
maldestramente
perdutamente
Il fanciullo della mia vita
la sua voce di pioggia e di beltempo
canta sempre il suo canto lunare e soleggiato
il suo canto invidiato e disprezzato
il suo canto terra terra
stellato
No
io non sarò mai il loro uomo
poiché il loro uomo è una canna pensante
giammai diverrò questa pianta carnivora
che uccide il suo dio e lo divora e vi invita a mangiare
e poi se vi rifiutate vi accusa di essere un mangiapreti
E sorridente ascolto il fanciullo della mia vita
l’amato felice fanciullo
e lo vedo danzare
danzare con mia figlia
prima di andarsene
là dove è necessario che vada.

Vivrò ogni giorno sapendo
che poteva essere più bello
perchè con te...
Potrei chiamarla eterna sofferenza
ma non voglio...
Tu in me ci sarai sempre
e io ti amerò sempre...
Come una parte di me..
... quella più nascosta!
LARA84 X MORENO

 

Sogno

Il mio sogno è lontano
acquosa nuvola trasparente
E' azzurro, è bianco
E' caldo
Ha i contorni luminosi
e l'anima sincera
Il mio sogno mi guarda
negli occhi
e sa dirmi il vero
Non teme non ha paura
E' denso, è forte, è intenso
Mi trascina nel suo fluido
vaporoso e mi perde e mi afferra di
nuovo
Ricomincia il vortice del suo viaggio
fantastico e mi vuole con se e mi cerca
e mi bacia e mi abbraccia e mi ama e io
Lo amo

Lorenza

A Uburoi

Anch'io vi ho visto ieri.
Nel volto frettoloso ho specchiato tutti i secoli vissuti.
Le poesie le fantasie e le illusioni.
Ricordate?
Io non sono una ma due, cento, mille.
E mille vite sofferte e amate.
E mille volte disperata
Mille volte ferita
Mille volte felice
Mi specchio in tutti i volti e in ognuno un'immagine diversa ma mai estranea a me stessa.
Voi avete specchiato solo una parte di me e io ho visto l'immagine più bella.
La montagna dentro il cielo
Il sole dietro la luna
I fiori sopra il prato
Una foto
Un quadro
Uno sguardo liquido e profondo
Ma "loro" hanno bisogno dei miei occhi, della mia bocca e della mia anima.
Abbiatevi cura. Fatelo per me.

Gil


Il mare che mi tiene
vive nel giardino
Dei tuoi occhi
Uno scoglio immenso
Di colorita’
Avanti soltanto
Al sole che piove
Una spuma la tua bocca
Giardino della mia infanzia
Raccolsi anni e fiori

La tua natura è il rovinoso andare
Contro gli angoli nascosti
La luce ora ti esige nuova
Ancella del dare e del bere
Arma dell’anima entrata del fuoco
Un mare poderoso e sognante
Lascerà felice la sua marea
E spingerà amore nel tuo giardino
Il mare che mi tiene
Ora vive
Nel tuo
Segreto andare.

Uburoi
18 03 2003

Lorenza at Klimt

Vi ho vista accarezzare la luce del bambino
che sorrideva
eravate piegata
ma solida
in piedi sulla vita
una piega tramortiva il buio
sotto il seno una goccia
di veleno
una aria preziosa
chiara vi appartiene
donna all´istante vita del mondo riva del dare
il fanciullo stringe
la musica al petto
occhi e cuore puntati tra
cielo e stelle
come in due volte terrestri immutate
leggere simili cose accadono solo una volta
berrete bellezza senza limiti di luce
da qui al breve di vita
solo voi prenderete il culmine
andate e venite
disfate orologi e sguardi
d´occasione
solo a quell´ora resterete fedele
eravate come siete ora
pura e dolente.
Amate il fanciullo e trattenetelo fino alla fine
fino alla chiarita´del sempre.

Uburoi

ANGELO CUSTODE

Io desidero tenerti tra le mie braccia
così puoi sentire tutto il mio amore,
L'amore che viene da un Angelo Custode
che veglia su di te dall'Alto.
Quando il tuo cuore è trist e ti senti stanco,
sappi che io sono lì con te,
e persino nei tuoi momenti più neri,
puoi sentire il mio abbraccio d'amore,
io ti tengo stretto a me.
Se credi nell'amore che ho da darti,
il tuo cuore non sarà mai solo,
perchè io sarò sempre lì
con affetto e attenzione e
avrò cura del tuo cuore....
...come se fosse il mio!
TI AMO!

CON TANTO AMORE DA PAMELA AD ANDREA


il serpente che dorme in me...
Si', ho molto spesso sognato essere il serpente che verrà pungerti per sempre e di cui il veleno riscaldera il tuo sangue fino a farlo bollire nelle tue vene.
Si', oso sperare essere quella che scatennerebbe il processo irremediabile della fine, unico testimonio dello scoppo finale.
Vedere un cuore scoppiare, tale è il mio piu' segreto desiderio.
Inebriarti con l'acquolina mia, tutto quanto rinfrescarti essere il vino e l'acqua la vita e la fine di una vita come resisterci.
Se mi era offerto di potere esaudire questo mio desiderio, cosa potrei dare in scambio?
Cosa puo' essere piu' caro al mondo oltre trovare la sua voluttuosa utilità.
Insinuarmi sotto il tuo corpo e rimanere cosi da aspettare di avere riscaldato la mia invertebrale carcassa
Non muoversi invece provare la mia mutazione, la tua .
Vero che piu' un peso pesa su un corpo tenero e piu' il tenero s'indurisce?
- Non muoversi fino a sentire il cambiamente tu duro, io amorevole io, teneramente dura tu, teso fino a soffrirne. - Appreziare tutti i contorni dei nostri corpi, nostri effluvi che ci arrivano alle narine e scatenanno dei movimenti necessari
Questi movimenti scatenando anche loro altri movimenti piu' discreti ma pian piano sempre piu' presenti, scantenando inevitabilmente la passione nel gesto.
Le bocche si cercano tutte vogliono essere colmate.
Ma ce ne sono che non troveranno subito loro soddisfazione ,loro fame non saranno soddisfate solanto secondo un ordine preciso .
Ci sono appetiti che necessitano un scenario : bisogna apparecchiare il tavolo.
Anche il piu' orgiaco pranzo ha avuto un tovaglia ed i suoi cestini di vimini, al meno quello della corna di abondanza, che deve riempirsi da suoi frutti.
Sarebbe troppo frustrante di rimanere affamato.
Pianissimo, scivolo ondulando da tutto il mio corpo riscaldato dal tuo raggio solare o stellare, sei ancora cosi lontano da me per farmi esitare quanto alla tua essenze.
Provo i tuoi fluidi correre sotto le tue pelle, nelle tue vene. Battono una musica che aspettavo da sempre o quasi. Amo questa musica, scanda al lungo raggio, il viaggio, e mici invita senza inguinzione .
Faccio scivolare ancora piu' giù le mani per circondare le tue forme e il tuo disegno .
Si', consento al tuo progetto è lo stesso del mio .
E' con un'armoniosa sintonia che le nostre mani viaggiano e vanno e vengono, ballando, valsando qui e li', puittosto li' che qui, sempre in ricerca di posti inesplorati daloro, da me, sulle tue pelle.
Come è piacevole, come è bello!
Come dei fanculli senza annoiarci, ricominciamo.
Senza seminarci i nostri sassolini bianchi .
Ci piaciemo a perdersi li' e se di asardo ci troviamo subito sbrigandoci di perdersi di nuovo, cerchiamo di sfondarsi sempre piu' nelle nostre profondità silvestre
Le mie gambe sono delle liane che ti stringono.
Tue mani, i legami che mi permettono di non perdere il filo. Ondulo sempre più.
Vorrei avvolgermi tutto intorno al tuo corpo,scorge sottilmente in me l'immagine dell'edera ma è il serpente a persistere in mia mente.
Avrei voluto, dalle mie liane, disperdermi ovunque su te ma dovro' accontentarmi dal mio unico corpo lucente e fresco.
Dei brividi percorono tutte le mie spoglie, la mia pelle si trasforma in pella d'oca ;
- chi vincera, l'uccello o il serpente?
Non esito un secondo. Il mio istinto di gallinaceo mi ha dato la voglia di beccare il tuo vermo, rovescio la mia testa e il serpente si riprende e l'inghiotto tutto di un colpo, voglio berti di un tratto .
Ma non ho solo questa sete da saziare.
Vorrei berti e guardarti bermi .
Che fortuna! Mi contorcerei per soddisfarmi.
La curva dei miei reni scatena il ballo della folia, vorrei, ma non so più da dove iniziare.
Avverto che sto perdendo la testa benché conservando la tua tra le mie labbra.
Tutti questi movimenti l'hanno dal resto incendiata e sembra normale che della tua lancia incendiaria mi spruzzi e anneghi il mio fuoco capitano della mia folia.
Allora, ammaino la bandiera
Tutta lunga e distesa , dal mio longilineo corpo, sono caduta nell'attesa del nostro prossimo amplesso.

tudda sempre tua

Ho capito che ti amo perchè la tua assenza spegne ogni mia energia.
Ho capito che ti amo perchè ogni cosa che vedo, che sento, che mangio, vorrei vederla, sentirla, mangiarla con te.
Ho capito che ti amo perchè ho ricominciato a sorridere e tu mi fai tanto ridere...
Ho capito che ti amo perchè le ore che trascorro con te sono le uniche in cui mi sento viva e se potessi volerei alto alto,
visiterei con te tutte le albe e tutti i tramonti, su tutte le spiagge, incollata a te, mi addormenterei, e con tutti i colori dei fiori
mi dipingerei le guance e la bocca.
Ti amo! Per questo il sole mi sembra più splendente e la luna più bianca e la notte il momento più bello per aprire i cassetti della mia fantasia e ritrovarti, baciarti, toccarti, abbracciarti e dirti tutto quello che il mio corpo riesce a dirti quando è appiccicato al tuo.
Ho capito che ti amo perchè le tue tenerezze non soddisfano mai il mio desiderio di averti, ogni parola che mi sussurri rimane
impressa nel mio cuore a lettere di fuoco e quando mi stai vicino tremo tutta e faccio una fatica tremenda a non perdermi.
per Gionata 29/01/03

vorrei ancora sorprenderti
vorrei sospendere il tuo respiro tra pensieri d'amore per me
vorrei emozionarti come solo i nostri sentimenti sanno fare
per Gionata
solo per te
vogli oaprire il mio cuore
aiutami a sbiadire i miei dubbi
salvami dalle stupide esitazioni
poi niente più ci impedirà di vivere i nostri sogni
per sempre Lucia e Gionata

sapevo che l'amore
non poteva essere cosi brutto
come l'ho vissuto finora...
ma non immaginavo che fosse
cosi bello come lo sto vivendo
adesso con te.
ti amo mary.
tuo nel corpo e nell'anima, davide

Entrò così lo spettro animato della tua
bellezza
mi propose un patto
l'immortalità
attraverso il tuo corpo
spezzato armonioso
vivo di fresca umidità
voluttuosa antica di sapori carnali
accolsi presi masticai
gli odori e della tua bellezza coprii i mille soli che ti guardavano
felici
la donna era quella
nuda perfetta obliqua nel dare silenziosa nel letto dove ogni ragione diventa un beato corpo a corpo tra animae che si prendono nella chiarità del sempre.

Uburoi

forse è freddo

atteso che mi ami
aspetto un alba che mi tocchi
quando è il gelo che viene
troverà un anima fuggita
la collana del tempo arrugginisce i
cuori e uno scalpello di memoria batte.

UBUROI
26/01/03 22.47

Primavera è dietro la porta

Come l’acqua scorge della terra...
Come la lava scorge del vulcano...
Il mio fluido vitale e primaverile
Scorge del mio animo

Aspetto te
Per fiorirne il tuo cuore
tudda

L’ urtemo iorno e l’anno

L’urtemo e l’anno suspieso in to cielo stongo
e passo ‘o tiempo a cuntà e mille stelle
che vaggia a regalà
E mentre penso a vuie
Smanìe d’ammore
E cchiù passa ò tiempo
Cchiù sento doce doce a
Vita vosta
Chè è pure a mia
Ma dinta ‘a stà notte ma s’ arrèvoglia l’anema
E me sento mucèto pecchè vulussi sulamente
na carezza vosta
Chesto me tocca de passà
E che chesto mò vene
E mentre stu iorno more
‘A nuttàta s’ambriaca china e misteri
E mi parla sulo e vuie
E vego l’anima do munno
E penso a vuie
Innammurata e me
Povero core mio senza cchiù lamento né parola
Ma sulamente accussì me putète amà
L’ammore solitario porta ‘a pena
Ma sulo accussì l’aria è doce
E rimmàni chest ‘ anno nuovo ca mò vene
À dà purtà calore ò core vuosto
Pecchè sulo accussì nui tinìmmo l’ammore nuosto

PAOLO
31 dicembre 2002

Per Paolo
L’ultime jour de l’an

Dernier jour et l’an pèse dans mon ciel
Le temps passe et compte comme mille étoiles
Qui vont et qui viennent
Alors que je vous pense,
Sans amour
Et plus le temps passe
Et plus j’entends votre vie si douce
Vie qui est mienne aussi.
Mais jusqu’à cette nuit,
Alors que se perd mon âme,
Je me meurs car
J’aurais voulu vos caresses.
Alors que meurt le jour,
Et vont et viennent les habituelles pensées,
La nuit me grise pleine de mystère,
Me parle de vous et seulement de vous
J’y vois l’âme du monde
Et encore je pense à vous
Et encore je vous aime
Ô pauvre cœur qui est mien!
Sans un mot, sans un regret
Seulement ainsi il est aimé
Seulement ainsi porte sa peine
Seulement ainsi l’air y est doux
Que cet an neuf nous apporte
Douceur de votre cœur
Que sans lui ne saurions
Trouver notre amour

Tudda

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